lunedì 15 aprile 2013

Oblivion-La recensione spoilerosa


(*Spoiler Alarm! Qui si parla senza ritegno della storia, io vi ho avvisato!)

Lo ammetto, mi ero lasciato abbindolare dal trailer, ed ero gasato. 
Gasato dalla speranza di vedere qualcosa di fresco, girato da un regista fresco, tale Joseph Kosinki, (*Che aveva, tra l'altro da farsi perdonare quello sgorbio di Tron: Legacy*).
E invece...
Ho detto tutto, no?Beh alla prossima!
 Nel lontano futuro, la terra è stata invasa e distrutta. Una guerra con i misteriosi Scavenger(* grazie al cielo non hanno tradotto il nome in italiano, o sarebbero stati gli "spazzini". "Ommiodio, ci invadono gli spazzini! Verremo tutti riciclati!"*) hanno distrutto la luna, causando terribili cambiamenti climatici. Successivamente ci hanno invaso, portando l'umanità a fare il passo più lungo della gamba e a utilizzare armi nucleari. Abbiamo vinto la guerra, ma perso la terra. Quindi, l'umanità fa armi e bagagli e se ne va su Titano. Lasciandosi dietro una gigantesca stazione spaziale, il Tet, che supervisiona gli ultimi lavori prima di partire, come, uh, prosciugare gli oceani con gigantesche Idro-trivelle automatiche , e portaci via tutte le risorse terrestri. Tom Cruise è Jack Harper, uno degli ultimi umani sulla terra, un tecnico (numero 49) che supervisiona  i droni che proteggono le trivelle dagli ultimi Scavenger che si nascondono sulla terra. In attesa di finire il turno, raggiungere l'umanità sul Tet e partire per Titano, vive in una casa sulle nuvole, insieme alla amante\assistente Victoria Olsen (Andrea Riseborough) e supervisiona la zona estrattiva di New York. Però qualcosa non torna, infatti il protagonista è tormentato da flashback di una vita sua, ma che non ricorda, complice la cancellazione forzata della memoria. Queste visioni sono chiaramente non riconducibili al futuro prossimo del film, ma alla nostra epoca. 
Gli sceneggiatori, non sicuri dell'intelligenza del pubblico, hanno deciso di prenderci per mano, fin dalla prima scena, non scherzo, suggerirci che in Jack ci sia qualcosa che non va. Degli indizi un po' più sottili no?
Un bel giorno, un'astronave si schianta sulla terra, e il protagonista sarà costretto a rimettere in dubbio tutto quello che pensava sulla sua esistenza, sui suoi nemici e sull'umanità stessa.
Nella prima mezz'ora assistiamo al via vai di Jack dalla spettacolare la casa nel cielo (*che sembra uscito dagli anni '50*), abbiamo modo di goderci gli scorci di terra distrutta, la cui potenza riempie lo schermo e i nostri occhi, e vediamo il protagonista al lavoro, come si muove, lo splendido il mecha design (l'aereo è veramente figo!) e la disarmante quotidianità, così vicina a noi, la capoufficio tediosa, lui che torna a casa con la valigia (*Lucy, sono a casa!*) che stride fortemente col futuro in cui l'America è ridotta ad un immenso parcheggio. Plauso alla scena nello stadio, mi è veramente piaciuta, per l'ambientazione, i dialoghi e il montaggio sonoro. Il personaggio è cucito addosso a Tom Cruise che dimostra tutta la sua esperienza, creando un bel protagonista, tormentato al punto giusto.
Gli altri personaggi sono, ahimè ridotti a delle macchiette, compreso un Morgan Freeman che sembra buttato li a casaccio.  Il film è un monumento all'ego di Tom.
Figo, eh?
Apparte due o tre buchi di trama minimi, se non si è particolarmente pignoli non li si nota, e dialoghi non proprio brillanti  il film scorre e si lascia vedere.
Tuttavia impiega parecchio ad ingranare, e quando finalmente il tutto decolla, si rivela un polpettone riscaldato di citazioni e spunti prese da altri film. Questo non è sempre un male,  ma se lo spettatore ha un minimo di cultura Sci-Fi putroppo si trasforma un una perpetua sensazione di Déjà vu, con conseguente abbiocco.
Partendo dal classico ribaltone della situazione -cheaccidentipropriononmiaspettavo- che ha quel qualcosa preso dalla fantascienza classica, per essere chiari Arthur C. Clarke, della serie i buoni sono i cattivi e viceversa...alla doverosa citazione ad HAL 9000. Il dio dello spazio alla fine è una sorta prisma con, appunto, un solo occhio rosso (niente battute sulla congiuntivite per favore).
La storia che lui sia un clone utilizzato come forza lavoro è praticamente la rielaborazione del bellissimo Moon di Duncan Jones (*se ne riparlerà in questi lidi, prossimamente*). 
Invece non so perchè, ma la storia della bomba atomica portata con l'inganno nella nave aliena ti ha ricordato un "grande classico" del '96. 
Si, proprio lui.

Su internet giravano recensioni che gridavano al miracolo riguardo ad Oblivion.
Secondo me, pecca un po' di sceneggiatura, dialoghi decisamente poco memorabili e una storia che sa veramente troppo di già visto. Pochi contenuti veramente originali o degni di essere ricordati, tutto sommato. Dalla sua parte il film vanta però un bellissimo comparto visivo, un'ottimo montaggio audio ed ottimi effetti sonori, in cui il regista dimostra tutta la sua bravura. Ma, per fare un paragone spiccio, è come una bellissima scatola, priva di un contenuto con un carattere suo.
Nel complesso, non penso valga i soldi del biglietto.
Piuttosto, se siete fan del genere come il sottoscritto, recuperate il già sopracitato Moon.

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